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19 Marzo 2010.
Nel numero odierno di Science sono pubblicati i risultati
principali ottenuti dagli strumenti dalla sonda Cassini (NASA/JPL-ESA-ASI)
dedicata allo studio del sistema planetario di Saturno, durante i
primi 6 anni della missione. Grazie ai diversi strumenti (camere,
spettrometri UV-VIS-IR, detector di polveri e radio scienza) è stato
possibile per il Cassini Rings Working Group, guidato da Jeff Cuzzi
(NASA-AMES), tracciare un quadro esaustivo della struttura,
composizione, evoluzione e dinamica degli anelli di Saturno. Parte
dell'analisi dei dati di VIMS (Visual and Infrared Mapping
Spectrometer) sono stati condotti presso IASF-Roma. Importante il
contributo italiano derivante dall'analisi delle osservazioni dello
spettrometro VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer), di cui
l'ASI ha fornito Dall'analisi condotta da Gianrico Filacchione (INAF-IASF
Roma e coautore della pubblicazione) sui dati di VIMS, risulta che
il grado di “arrossamento” degli spettri nel visibile degli anelli
di Saturno sia strettamente legato con l'intensità delle bande del
ghiaccio d'acqua osservate nell'infrarosso. Poiché entrambi questi
parametri aumentano con lo stesso andamento nelle regioni degli
anelli più dense (anelli A e B) si può dedurre che la natura del
materiale che assorbe la radiazione ultravioletta, e dunque il
“responsabile” dell'arrossamento osservato, sia strettamente legata
al ghiaccio d'acqua delle particelle. Un simile effetto si può
ottenere mediante limitate quantità di atomi di carbonio (catene PAH)
o nanofasi di ossido di ferro (Fe3+).
“Questi importanti risultati
indicano che anche gli anelli di Saturno possono contenere
particelle di elementi contaminanti, spiegando così in modo naturale
un effetto altrimenti misterioso” commenta Angioletta Coradini,
direttrice dell’INAF-IFSI di Roma e membro del team scientifico di
VIMS. “Risultati come quelli descritti nell'articolo di Science sono
stati possibili grazie alle notevoli performances dello strumento
VIMS ed alla dedizione di giovani brillanti come Gianrico
Filacchione, recentemente assunto come ricercatore dall'INAF”. Con
un diametro di circa 280.000 km ed uno spessore di circa 100 metri,
il sistema degli anelli principali di Saturno è sicuramente
l'oggetto piatto e sottile più esteso (oltre 44 miliardi di km
quadrati) all'interno del Sistema solare. Fin dalla loro scoperta,
avvenuta 400 anni fa, nel 1610 da parte di Galileo Galilei con il
suo cannocchiale, gli anelli di Saturno hanno rivestito un ruolo
fondamentale nello studio delle proprietà dinamiche, evolutive e
della composizione chimica del Sistema solare esterno. |
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“VIMS, così
come gli altri strumenti realizzati dall’ASI in collaborazione con
la NASA/JPL per la missione Cassini, continua a lavorare
perfettamente. Questo dimostra sia la qualità costruttiva degli
strumenti che il livello di innovazione dei loro progetti. Infatti
ad oltre 15 anni dalla loro realizzazione sono sempre in grado di
fornire dati di eccezionale valore scientifico contribuendo ad
incrementare ancora il numero di scoperte e la conoscenza del
Sistema di Saturno.” Dice Enrico Flamini, responsabile per ASI della
Missione Cassini.
La sonda Cassini, frutto di una cooperazione
internazionale NASA-ASI-ESA, continuerà a compiere osservazioni
dettagliate degli anelli di Saturno fino alla conclusione della
missione, prolungata recentemente di due anni, prevista nel 2017.
http://www.sciencemag.org/cgi/content/short/327/5972/1470
http://www.asi.it/it/news/gli_anelli_di_saturno_star_da_copertina
http://www.media.inaf.it/2010/03/18/acqua-ghiacciata-anelli-saturno/
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